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La
prima sede della Pro Sesto, e’ l’albergo della
Grotta, situato in viale Marelli a ridosso della ferrovia, sotto
il vecchio cavalcavia che portava a Monza; è proprio dietro I'albergo
con sala da ballo all’aperto che viene realizzato il campo di
gioco: si tratta di un bel prato, non del tutto livellato,
delimitato con corde di canapa tirate pochi minuti prima della
partita.
Alla
medesima stregua, si ergevano traballanti porte "di tipo
asportabile" in modo che pochi minuti dopo la fine della
contesa, l locali della "Grotta", servivano allora
anche da spogliatoi.
Succede
cosi, che i nostri neofiti per giocare al football si mettono a
"parlare" l’ inglese: "hands" (milanesizzato
in ens…per i falli di mano), "offside" (fuorigioco),
"penalty" (rigore), "shot" (cannonata),
"tackle" (contrasto), "goal" (rete),
"cross" (traversone verso il centro dai lati del
campo), "corner" (calcio d’ angolo) etc...Questi
sono i termini piu’ ricorrenti che nobilitano i "FIOEU DE
SEST".
I
problemi che affliggono la neonata PRO, sono essenzialmente
finanziari, connessi al costo degli indumenti di gioco e delle
trasferte, che pur non essendo ancora particolarmente distanti,
richiedono parecchio tempo da sottrarre al lavoro o allo studio,
poiche’ il mezzo di trasporto piu’ veloce, all’ epoca,
alla loro portata, era il carro trainato dai cavalli.
I
colori sociali sono subito biancocelesti, e per ottenere
il bicolore nella divisa i nostri pionieri non hanno di meglio
che cucire una striscia celeste su normali maglie bianche, con
il risultato che in qualche accesa partita le improvvisate
cuciture non tengono, e le fasce scivolano sempre piu’ giu’
sino a far incespicare gli arditi biancocelesti.
Arriva
purtroppo la prima guerra mondiale e con essa viene interrotta
ogni forma di sport, ufficiale o para-ufficiale che fosse.
Anche
l'U.S. PRO SESTO e' obbligata pertanto a segnare il passo, ma il
seme gettatto in quei pochi anni di vita, tornera' a germogliare
nel 1918-1919, a guerra finita, con un numero anzi superiore di
adepti.
Il
manipolo BIANCOCELESTE del primo dopoguerra riprende a giocare
sotto la presidenza dell' ing. Guido Tozzi, aiutato dal vice
Bottilana e dagli entusiasti Caputo Pierino e fratelli Motterani,
veri sostenitori della squadra sestese.
Il
rigore del primo dopoguerra accentuo’ poi le difficolta
economiche dello U.S. PRO SESTO, sostenuta per un certo periodo
dalla generositò dei suoi duecento soci, ma poi costretta, nel
1921 , a cedere fondendosi con il GRUPPO SPORTIVO ERNESTO BREDA,
brillantemente condotto dall'ing. Pasqualis (anche in questo
caso si vede come siano i poteri delle grandi aziende ad
alimentare I' attivita sociale con i dopolavoro).
Le
sproporzioni delle forze in campo fan si che l' accostamento PRO
SESTO – BREDA duri una una sola stagione, dopodiche' il
sodalizio biancoceleste viene assorbito completamente dal gruppo
sportivo aziendale.
Questa
almeno è la motivazione ufficiale riportata dagli almanacchi;
quella vera ci dice invece che la fusione e il successivo
assorbimento furono una dismissione d' ufficio consigliata dal
nuovo regime fascista, non disposto a tollerare che una squadra,
sotto la casacca biancocelesti aveva cuore rosso, espressione
inconciliante di una citta’ operaia.
Per
cinque anni dunque l’ espressione calcistica sestese viene
garantita dal G.S.E. MARELLI sin quando, nel
1927, sorge una nuova squadra aziendale, il G.S.E. ACCIAIERIE
FALCK, destinata alle miglior fortune militando attraverso varie
divisioni sino alla serie C.
I
campi di gioco, appendici delle grandi fabbriche, si fan via via
piu’ regolari, e in grado di accogliere i tifosi locali.
Nei
dieci anni successivi, il gioco del calcio si fa sempre piu’
popolare e diffuso fra i giovani sestesi, accesi dalle
memorabili imprese della favolosa Juventus dei cinque scudetti
consecutivi (1931-1935) di Combi, Rosetta, Calegaris etc. e dal
titolo mondiale vinto nel 1934 dalla nazionale azzurra guidata
da Vittorio Pozzo.
Sorgono
di conseguenza numerevoli societa' calcistiche, operanti
prevalentemente nel settore giovanile (FC MARCONI, FBC SAVOIA,
TONALE; GIOVANI CALCIATORI SESTESI; AUSONIA; PRO VITTORIA, PRO
PACE, VIRTUS SERPENTINA, PRO GABBIONETA etc.
Ancora
una volta pero’ lo sport si ferma bruscamente nella nostra
citta’, come in quasi tutto il paese, per il secondo conflitto
mondiale e molte energie calcistiche se ne vanno, come se si
dissolvessero di colpo gli entusiasmi giovanili....
Dopo
una prima fase travagliata dalla prima guerra mondiale,
la Pro Sesto vive i momenti piu' gloriosi
della sua storia. Dal 1945 al 1950, sotto la
presidenza del grande Merati, e con il grande Cicci Costa sempre
presente, disputa cinque campionati di
serie B ed ha tra le proprie file anche il mitico allenatore Monzeglio; sono stagioni indimenticabili nelle quali affronta
avversari del calibro di Como, Napoli, Parma e Verona. Dal 1950
inizia un periodo che non regala particolari soddisfazioni alla Societa' sestese: la Pro disputa i campionati di serie D, e
Promozione. Al vertice del sodalizio biancoceleste si alternano Sardi, Penatti,
Fiorelli, Cossutta,
Tasselli e Gardon.
La seconda meta' degli anni
settanta e' caratterizzata dalla presenza di Olinto Bega; poi a
partire dal 1985 inizia l' era Peduzzi, Pasini,
Fontana, triade presidenziale che con l' allenatore
Alfredo Spada, nel 1987, conquista la promozione in serie C2
e la Pro torna cosi' nei professionisti.
La forza del tandem Peduzzi,
Pasini permette ai biancocelesti di raggiungere un altro
traguardo importante: nel 1990, con Gianfranco Motta allenatore,
i biancocelesti conquistano la serie C1 e tornano a
giocare con avversari di rango quali Bologna, Como, Empoli,
Venezia e Vicenza. Un periodo caratterizzato da grandi
soddisfazioni, tra le quali non va dimenticata la partecipazione alla Coppa Italia di serie A.
Poi una immeritata retrocessione
in serie C2, dalla quale con l' impegno del presidente Luca
Pasini, dirigenti e tifosi si e' ripartiti per la conquista
delle categorie superiori, partendo proprio da quella serie C1
riconquistata alla fine del campionato 2004/2005. |