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S.S.D. PRO SESTO
Martedì 10 Novembre 2015 - Risultati SG - Non ci sono ancora commenti

LA PRO 2007 VINCE AD ALESSANDRIA

Battere i “Mandrogni”  sul loro terreno è una soddisfazione perché quei campi, un tempo, li ha calcati un certo Gianni Rivera che per chi scrive è due tacche sotto la Madonna.
Ma questi sono ricordi di chi ha passato gli “anta”, mentre ieri in campo al Centro Grigio di Alessandria c’erano una ventina di talentuosi virgulti, protagonisti in vitro del calcio che verrà.
La consapevolezza inattesa del dopo partita è che Alessandria e Pro Sesto sono due squadre simili in tante cose; nel gioco, nell’approccio mentale alla gara, nel valore dei singoli.
Per noi quindi, è stato un pò come misurarci contro il nostro “doppio”, quella figura fantasmagorica dell’inconscio su cui la psicoanalisi ha campato per decenni.
Ma in questo caso non c’è stato nessun rimosso da liberare e nessuna paura da scacciare; al contrario, il riflesso specchiato dell’”Altro che è come noi”, ha stimolato curiosità in entrambi i contendenti.
Che difatti si sono affrontati a viso aperto bandendo tatticismi e ostruzionismi inutili. Ne è uscito un incontro rocambolesco scandito da pirotecnici cambiamenti di fronte che hanno prodotto il curioso effetto di mandare in tilt il tabellino.
La cronaca di questa insolita partita di flipper è zeppa di colpi di scena: andiamo in vantaggio 2 a 0 dopo una ventina di minuti giocati a pelo d’erba, poi loro accorciano, ma noi troviamo il terzo gol e ingenuamente, pensiamo di aver dato la paga ai bimbi in grigio. Ci sbagliamo. Con caparbietà l’Alessandria rimonta il primo e poi il secondo svantaggio e non contenta, ci rifila, a stretto giro di posta, un ennesimo dispiacere portandosi sul 4 a 3. Perdere così è una stilettata in pieno viso, ma la Pro ha ancora birra sufficiente per scalare l’Everest e infatti prima pareggia e poi si riporta avanti.
Quando il flipper si arresta definitivamente sedato dai tre fischi finali, il tabellino pulsa che la Pro Sesto ha vinto 5 a 4. L’entusiasmo dei genitori della Pro per i loro bimbi è sincero e liberatorio, come anche il caloroso applauso concesso agli sconfitti che si meritano l’onore delle armi. “Mandrogno” è la parola usata dai piemontesi per nominare - prendendoli in giro - i cittadini di Alessandria.  Il termine originariamente aveva un senso dispregiativo – è infatti legato, almeno nel suono, alle parole "mandria" e "mandriano" – ma via via ha acquisito un valore positivo in quanto i "Mandrogni" sono uomini tosti, lavoratori, abituati a "sfangare", cioè a lavorare anche duramente, in condizioni difficili. Il grande Brera, un altro Giuanin che ha fatto la storia del calcio, ma con penna e intelletto, usava spesso l’aggettivo per descrivere i giocatori di gamba e di tempra dura, quelli che in campo non mollano mai. Anche noi della Pro, in fondo, siamo dei “Mandrogni”. Basta osservare l’espressione stanca, ma felice di Mister Gaiani che come i suoi bimbi, anche stavolta, ha dato tutto quello che aveva in corpo.